mercoledì 15 febbraio 2017

La noia, che brutta bestia...

Il problema principale del web e dei social network non sono le "legioni d'imbecilli" che descriveva Eco. No. Sono le legioni d'annoiati.
Per una strana forma di masochismo, di tanto in tanto leggo i commenti alle notizie principali sui vari siti, incappando in un buon 75% di commentatori che non conoscono le regole basilari della grammatica (e dell'educazione), ma soprattutto che sono totalmente impreparati sulla materia di cui discutono (fondamentalmente perché non leggono).
Al grido di "Non sono un medico, MA" sotto agli articoli sulla meningite, a quello di "Il processo è chiaramente una farsa" (?) sotto quelli relativi ai casi giudiziari più disparati e di "Ha fatto bene, perché se lo meritava" a commento di notizie su gente che tenta d'investire la polizia, la NOIA regna sovrana.
Non avendo di meglio da fare, lagggente s'improvvisa opinionista. Sgrammaticata.

E quando questo non basta, passa ad altro.
Segnala, che so, il mio blog di ricette vegane come fonte di contenuti offensivi (?!).
Un blog di cucina in cui non si parla male di niente e di nessuno, limitandosi a condividere idee per l'alimentazione vegana quotidiana senza alcuno scopo di "conversione" del lettore.
Come ho già scritto ormai almeno cento volte: ciascuno mangi ciò che crede.
A me non interessa cosa fate nella vostra camera da letto (e ci mancherebbe), figuriamoci se mi frega cosa mettete nel vostro piatto.
Ciononostante, gli annoiati hanno segnalato il mio blog.
Risultato: condivisione delle ricette che funziona una volta sì e 10 no, contenuti prima condivisi che spariscono dai social, messaggi incazzosi a Facebook perché, se segnali un gruppo in cui si incita alla violenza sugli animali ti dice che "non viola gli standard della comunità", ma se il primo pirla annoiato segnala un blog di cucina, nel dubbio, lo blocca.
Ora.
Non saremmo tutti infinitamente più felici e sereni, se ciascuno impiegasse il proprio tempo in modo più costruttivo?
Non pretendo di sconfiggere il dilagante analfabetismo funzionale consigliando alla gente di leggere, per carità, ma almeno - che so - una passeggiata all'aria aperta, una bella serie in TV, un documentario (azzardo), un buon giro di shopping o un salto in palestra, che ci rilanciamo anche l'economia...
E che dire di una sana pulizia delle cavità nasali?
Non sarebbero tutte attività più produttive rispetto allo spargimento di cattiveria gratuita, noia gratuita e soprattutto ignoranza gratuita in giro per il web?
Non rispondete: era una domanda retorica. Rispondete, però, a questa: voi cosa fate quando vi annoiate?
Siete così fortunati da avere il tempo di annoiarvi?
Perché io, perfino nei miei due anni e mezzo di disoccupazione, qualcosa da fare lo trovavo.
Alla peggio, in casa qualcosa da lavare o da pulire la si trova sempre. Volendo.
O no?

3 commenti:

  1. Invito alla riflessione su un altro aspetto della questione: mi è capitato di segnalare contenuti a mio avviso inappropriati che sono girati sulla mia timeline - roba tipo video di animali seviziati e altre oscenità del genere - ricevendo per risposta "ti ringraziamo per la segnalazione (...) abbiamo analizzato ma il contenuto non viola gli standard della nostra comunità...
    A questo punto ritengo che lo staff di FB per cassare il link al tuo blog si sia preso la briga di cucinarsi qualcosa e l'abbia trovato davvero disgustoso :-D

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  2. Io ho una tale montagna di libri da leggere e di film e serie TV da guardare che non ho proprio tempo per spargere cattiveria gratuita.

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